New York – Stando ad uno studio condotto dall’azienda di sicurezza informatica Sophos Securities sul temibile ransomware SamSam, sarebbe uno solo il creatore di questo ennesimo programma malevolo, che crittografa i dati per richiedere un riscatto alle malcapitate vittime. L’hacker avrebbe guadagnato, attraverso la campagna condotta negli ultimi mesi, qualcosa come 5,9 milioni di dollari. Secondo le indagini infatti l’autore da solo avrebbe compiuto circa 233 attacchi informatici con un riscatto medio, ogni volta, pari a 50.000 dollari (nel dicembre 2017 per un riscatto è arrivato a farsi pagare ben 64.000 dollari). Attivo dal 2015, il SamSam agisce in modo mirato con attacchi confezionati su misura per specifici bersagli ed ha quindi fatto più danni di quanto non si pensasse, con un meccanismo d’azione, diverso da quello di WannaCry, ma che ora è stato ricostruito da Sophos. Infatti, a differenza di ransomware come WannaCry o NotPetya, SamSam non ha alcuna funzionalità worm-like o virus, quindi non può diffondersi da solo, ma al contrario richiede all’hacker di eseguire alcune azioni sulla rete, con orari che variano a seconda del fuso orario della vittima, cercando di colpire sempre di notte.

Stando alle rilevazioni fatte da Check Point Software Technologies gli hacker informatici sono sempre più alla ricerca del modo più semplice per entrare in una rete, mentre l’Italia scala le classifiche dei Paesi al mondo più colpiti dagli attacchi informatici, salendo all’89esimo posto